a cura della Dott.ssa Marina Graziani, psicologa psicoterapeuta a Borgomanero (Novara)

Il collage è un termine derivante dal francese con il quale ci si riferisce a qualsiasi opera effettuata incollando su una superficie, specialmente un foglio, un insieme di elementi che possono essere diversi tra loro, come per esempio carta da parati, carta del giornale, stoffa, illustrazioni varie.

Come è nato il collage?

Il collage nasce come tecnica artistica intorno agli anni ’30 interessando molti artisti proprio per la libertà di espressione che veniva garantita. In arte terapia il collage viene utilizzato per la conoscenza di sé, l’espressione e la presa di conoscenza delle proprie emozioni.
In questo approccio terapeutico il collage diventa una risorsa perché consente l’utilizzo concreto del materiale e sicuramente è molto semplice e quindi facilmente utilizzabile da qualsiasi tipologia di paziente.
Nonostante la semplicità di realizzazione, assume un significato e un contenuto di notevole importanza in quanto il suo contenuto permette la lavorare con i pazienti sui propri processi emotivi e percettivi. Il prodotto realizzato dal paziente quindi permette a lui stesso di conoscersi meglio e al terapeuta di avere “materiale” su cui lavorare nella relazione terapeutica. Nell’opera, infatti, il paziente comunica, attraverso il non verbale, aspetti di sé.

Il collage nei soggetti fragili

Essendo molto semplice da utilizzare, il collage si presta molto nel lavoro con soggetti fragili, come per esempio gli anziani. Molto comune il lavoro di gruppo nelle case di riposo su temi come per esempio la memoria. Oltre agli anziani viene spesso utilizzato con persone con disabilità psicofisica, difficoltà di parola, disabilità specifiche come la cecità attraverso la scoperta tattile dei materiali. Ovviamente viene utilizzato anche all’interno delle terapie, soprattutto nella prima fase inziale quando il paziente non ha ancora dimestichezza con la modalità di espressione.
Ciò che si cerca nella psicoterapia espressiva non è la precisione e la qualità estetica, ma il potere immaginativo ed evocativo che quell’opera trasmette, in quanto è lo specchio della personalità di chi l’ha prodotta.
A livello terapeutico il paziente si trova davanti ad un foglio bianco dove andrà a proiettare se stesso con le proprie fantasie, paure, risorse, limiti, difficoltà.
Questo foglio diventa un supporto dove, attraverso i ritagli, gli inserti, le immagini, il paziente può raccontarsi andando a combinare questi pezzetti per realizzare il proprio racconto di quel momento. Ogni opera realizzata assume un valore speciale perché riguarda da vicino il paziente: attraverso un’immagine si possono comunicare emozioni profonde senza mettersi in gioco in modo diretto.

Collage e arteterapia

A questo punto emerge il ruolo del terapeuta, che deve facilitare un dialogo immaginario tra il paziente e il suo collage in modo tale che tutti quei frammenti, inseriti sul foglio bianco, possano parlare tra loro e possano svelare parti, aspetti, emozioni e conflitti interni.
Spesso il terapeuta chiede al proprio paziente di inventarsi un dialogo tra le varie parte del collage, come se fosse un teatro, permettendogli dimantenere una distanza emotiva dal personaggio e facilitando l’espressione di parti di sé silenziose e celate.
Il collage ha molti vantaggi a livello psicologico perché permette di sperimentare, creare e ricreare, organizzare e riorganizzare, andando agenerare moltissime possibilità diverse: questo consente di andare a generare metafore sempre diverse di stati emotivi della stessa persona che lo realizza.
In arte terapia il collage viene considerato “lo specchio del mondo emotivo” del paziente.

Articolo a Cura della Dott.ssa Marina Graziani, Psicologa psicoterapeuta a Borgomanero (Novara).

La Dott.ssa Marina Graziani si occupa di:

  • Psicologia dell’infanzia e adolescenza
  • Valutazione cognitiva DSA
  • Disturbi psicosomatici
  • Disturbi dell’umore
  • Disturbi d’ansia
  • Depressione e attacchi di panico

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