a cura del Dott. Andrea Faccoli, psicologo a Rovato (Brescia)

“Vivere è la cosa più rara del mondo. La maggior parte dellagente esiste e nulla di più” – Oscar Wilde


La mente spesso tende a rimuginare e a giudicare in continuazione qualsiasi cosa: noi stessi, gli altri, il mondo, il passato, il presente e il futuro. Viviamo la maggior parte del nostro tempo con il pilota automatico inserito, il nostro corpo è presente, fa le cose in maniera automatica, ma la mente non c’è. Il problema nasce nel momento in cui smettiamo di vivere il presente perché rimpiangiamo il passato o perché siamo eccessivamente proiettati nel futuro. Tutto ciò può condurre ad un aumento dello stress percepito dall’individuo con conseguenze sia a livello psicologico che fisico. Pertanto, è importante cambiare il modo in cui rispondiamo agli stressori, e possiamo farlo attraverso la consapevolezza.

Praticando regolarmente la mindfulness è possibile arrestare gradatamente gli effetti negativi del ciclo vizioso della reattività (il corpo entra in uno stato di tensione à la mente avverte la tensione del corpo à minaccia à accresce di più lo stato di tensione fisica à il corpo entra nuovamente in uno stato di tensione – il ciclo si ripete), imparando a rispondere anziché reagire allo stress.

Rompere il circolo vizioso significa essere consapevoli di ciò che ci sta accadendo nel momento stesso in cui accade per poter fare una scelta diversa. Pertanto, portare la consapevolezza a ciò che ci accade in una situazione di stress, modifica già in maniera significativa la situazione: disinseriamo il pilota automatico e usciamo dalla fase inconscia, tornando pienamente presenti mentre l’evento stressante accade.

Riuscire a portare l’attenzione al respiro anche solo un attimo, ci offre la possibilità di affrontare quell’attimo con consapevolezza, così come l’attimo immediatamente successivo, e quello dopo ancora. Possiamo portare la consapevolezza ai pensieri e alle emozioni che emergono, a qualsiasi cosa stia accadendo nel corpo, come tensioni muscolari, battito cardiaco, sensazioni allo stomaco.

Questo riconoscimento consapevole riduce l’intensità della reazione distress e la presa che essa ha su di noi. Interrompiamo così il percorso di reazione automatica e possiamo scegliere di rispondere, momento per momento, radicandoci nel nostro corpo e nel respiro.

È possibile preparare il corpo e la mente a rispondere allo stress attraverso l’allenamento graduale e costante della consapevolezza, quindi attraverso la pratica della meditazione, partendo dal respiro. Grazie a una pratica costante e alle occasioni di allenamento che incontriamo nella vita quotidiana, nel tempo, è possibile arrivare a cogliere la reazione allo stress prima ancora che essa si manifesti completamente e trasformarla in risposta.

Rispondere allo stress non significa reprimere le nostre emozioni o non esserne sopraffatti, ma imparare a osservare e lavorare con le nostre reazioni fisiche e mentali per far sì che esse non ci travolgano automaticamente. Attraverso la consapevolezza ci si rende conto di come alcune nostre reazioni eccessive possano essere provocate da una percezione errata, squilibrata o limitata della realtà. Sapere di poter rispondere, anziché seguire automaticamente sempre lo stesso percorso di reazione, ci restituisce libertà, consente di rilassarsi, di aumentare la fiducia in sé stessi e di vedere le cose con maggiore chiarezza e calma.

Nella mia esperienza la meditazione si è rivelata uno strumento efficace nel promuovere il benessere in un’ampia gamma di problemi legati allo stress come ad esempio ansia, depressione, dolore cronico, attacchi di panico. Inoltre, grazie al suo effetto di riduzione dello stress e l’espandersi della consapevolezza, è in grado di aumentare il potenziale curativo della terapia. Porre l’accento sulla consapevolezza, infatti, consente alla persona di sviluppare la capacità di auto-osservazione necessaria ad orientarsi nel mondo.

La Mindfulness, che deriva anche dalla meditazione Vipassana, significa prestare attenzione dove la mente/il pensiero si rivolge spontaneamente: con intenzionalità, nel momento presente (qui ed ora) e senza giudizio. Pertanto, attraverso le pratiche di meditazione e mindfulness, è possibile migliorare l’attenzione sul presente, l’equilibrio emozionale, il pensiero non giudicante, la capacità decisionale, la capacità di sintonizzazione con gli altri e l’empatia.

 

Articolo a Cura della Dott. Andrea Faccoli, psicologo a Rovato (Brescia).

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