a cura della Dott.ssa Cristina Pellegrino, Psicologa a Bologna

Per quanto sia un argomento “pesante”, parlare di lutto è molto importante.

La perdita di qualcuno di amato è un vissuto intimo e personalissimo, nonostante ciò non parlarne potrebbe essere controproducente e non permette al dolore di fluire, lasciandolo stagnare dentro di noi, lasciandolo a ingrandirsi fino a che sembra impossibile liberarsene.

A seconda della persona persa il dolore potrebbe non sparire mai davvero, in ogni caso è possibile elaborarlo per andare avanti con la propria vita nel rispetto della memoria lasciataci da essa.

L’elaborazione del lutto passa attraverso alcune azioni che permettono al dolore di fluire e ai nostri sentimenti di mutare da tristezza profonda, rabbia, sensi di colpa a una più tollerabile nostalgia e a ricontattare positivamente i momenti di felicità e i bei ricordi.

La prima di queste azioni è proprio parlarne: con amici, con parenti, con chi a sua volta conosceva la persona, con un professionista quando l’elaborazione risulta difficoltosa e si continua a soffrire senza mai riuscire a passare a stati più positivi

La fasi del lutto

Kubler-Ross individua 5 fasi del lutto:

  • Negazione/rifiuto
  • Rabbia/paura
  • Contrattazione/Patteggiamento
  • Depressione
  • Accettazione

Le fasi non sono necessariamente consequenziali, soggettivamente si può attraversarne anche più di una contemporaneamente, in ordine diverso da quello elencato o possono essere vissute più volte, anche dopo che si ritenevano superate.

Ognuno ha il suo modo di vivere il dolore, non è possibile essere veramente schematici, né aspettarsi che tutti abbiano le stesse tempistiche e modalità di vivere le fasi del lutto.

Ciò che è importante, è che ad ognuno sia concesso di vivere il proprio dolore con i propri tempi. Riconoscere i sentimenti che si provano in vari momenti è un passo verso l’elaborazione del dolore, permettersi di viverli e sentirli senza sensi di colpa o reprimendoli è sano e consente infine di arrivare all’accettazione.

E dopo?

Dopo ci è concesso lasciar andare la persona perduta, mantenendo in noi ciò che ci ha lasciato e consentendoci di proseguire per la nostra strada, magari trovandone di nuove.

Animali domestici

Nonostante non siano persone, i nostri animali domestici passano con noi anni della nostra vita, spesso tutta la vita per loro.

Instauriamo con loro un profondo legame affettivo, condividiamo con loro momenti tristi, felici, momenti difficili ed eventi della nostra vita e siamo amati incondizionatamente da loro.

La loro dipartita può causare in noi un dolore profondo, al pari di quello provocato dalla morte di una persona cara.

“É solo un animale” è una frase che viene spesso detta di fronte a questo dolore, se non viene detta potrebbe essere comunque profondamente radicata in noi, tanto da non consentirci di vivere il lutto in maniera adeguata.

Comunque, la loro perdita può portarci a vivere tutte le fasi del lutto, i sentimenti a queste associate non sono da sottovalutare, piuttosto sono da vivere pienamente per poter affrontare anche in questo caso il dolore.

Ci amavano e li amavamo, permettiamoci di vivere pienamente il lutto.

In conclusione

Il dolore fa parte della vita, ma da esso possono nascere comunque cose positive e possono iniziare nuove fasi della nostra vita.

Non è una vergogna soffrire, come non è una vergogna richiedere aiuto se si ha l’impressione di esserne sommersi.

“Nessun uomo è un’isola” – John Donne

“Dai diamanti non nasce niente, Dal letame nascono i fior” – Via del campo, Fabrizio De Andrè

Articolo a Cura della Dott.ssa Cristina Pellegirno, Psicologa a Bologna.

La Dott.ssa Cristina Pellegrino si occupa di:

  • Gestione del lutto
  • Crescita personale
  • Psicosomatica
  • Training Autogeno

E’ possibile fissare un appuntamento con la Dott.ssa Pellegrino attraverso il pulsante sottostante

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